Si apprezza l’intervento chiarificatore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari. È necessario, tuttavia, precisare che il dissenso della comunità locale non nasce da preclusioni ideologiche, ma da concrete e irrisolte criticità di metodo e di merito.
- DEFICIT DI COMUNICAZIONE E SCELTE UNILATERALI
La contrarietà dei cittadini non è frutto di un ingiustificato allarmismo, bensì della totale mancanza di comunicazione e coinvolgimento da parte degli investitori e delle istituzioni scientifiche partner. In assenza di qualsiasi percorso partecipativo, l’iniziativa viene percepita come la scelta unilaterale calata dall’alto da centri di interesse estranei alla comunità di Sardara. - MANCANZA DI TRASPARENZA SUL PROGETTO
Il progetto definitivo non è ancora stato presentato pubblicamente. Ad oggi, i cittadini non conoscono:
➢ Le reali dimensioni complessive dell’opera.
➢ Le modalità e le fonti di approvvigionamento idrico.
➢ La sicurezza operativa e l’affidabilità funzionale dell’impianto.
➢ I dettagli tecnici sulla gestione reale di scarichi ed emissioni. - IMPATTO URBANISTICO E PIANIFICAZIONE LOCALE (ZONA F)
Il Piano Urbanistico Comunale (PUC) di Sardara individua, a ovest dell’area termale, la vasta Zona F (Turistica) frutto di anni di studi, progetti e pianificazione. Questa area di sviluppo strategico si troverebbe a soli 1.500 metri dalla nuova struttura e non ai 2.500 metri indicati genericamente per le terme attuali, creando evidente conflitto di destinazione d’uso.
Inoltre, l’ingente carico urbanistico generato dalla stalla non vede ancora l’impegno formale di spesa da parte dell’investitore privato. - EMERGENZA VIABILITÀ E TRAFFICO VEICOLARE
La rete viaria locale, strade agricole e provinciali come la SP62 e la SP69, è già fortemente stressata dal traffico pesante diretto al vicino impianto di biogas. Questo impatto, non previsto in fase di pianificazione, confligge già con le attività termali, turistiche e agricole. L’insediamento della nuova stalla comporterà ragionevolmente l’ulteriore incremento del traffico pesante su arterie non progettate per tale carico, con costi di manutenzione stradale che, in assenza di impegni da parte dell’investitore, ricadranno sicuramente sulla collettività. - MODIFICA DELL’IDENTITÀ MACROECONOMICA
Sardara, da decenni, ha programmato il proprio futuro economico puntando con decisione sull’industria termale e sul turismo. Il comparto agricolo locale è oggi orientato prevalentemente all’autoconsumo, con pochi operatori professionali integrati nel tessuto esistente. L’inserimento del mega-allevamento sposta l’asse macroeconomico del territorio, imponendo alla comunità costi ambientali e logistici per favorire un modello industriale mai presentato e mai votato dai cittadini. - SQUILIBRIO TRA COSTI SOCIALI E BENEFICI REALI
Ad oggi, non è stato esplicitato alcun beneficio diretto per la comunità di Sardara, cittadini, imprese o indotto locale. Lo scenario attuale vede i profitti e i vantaggi economici diretti a soggetti esterni al territorio, a fronte di costi urbanistici, logistici e ambientali interamente a carico della comunità sardarese. - CONCLUSIONI
Nessuno intende bloccare a priori lo sviluppo economico. Tuttavia, per la rilevanza e l’impatto dell’opera, è doveroso sospendere ogni decisione e avviare il Tavolo di Concertazione e discussione pubblica con la cittadinanza, per valutare l’opportunità e le eventuali modalità di realizzazione dell’iniziativa.

