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  • Sardara: Nasce il “Comitato I428” per la tutela del territorio e dell’identità locale contro il “colonialismo industriale”

    Sardara: Nasce il “Comitato I428” per la tutela del territorio e dell’identità locale contro il “colonialismo industriale”

    Sardara, 21 maggio 2026 – Nella giornata di ieri, 20 maggio 2026, si è ufficialmente costituito a Sardara il Comitato I428. Il movimento nasce dalla volontà di un gruppo di cittadini, professionisti ed operatori economici determinati a salvaguardare l’integrità del territorio e i valori identitari della comunità.

    Le ragioni della costituzione

    La nascita del Comitato è la risposta diretta alle crescenti preoccupazioni riguardanti un’imponente iniziativa agro-industriale, nota come progetto “Megastalla”, che un soggetto esterno alla comunità intende realizzare in località Sa Mandara. I promotori denunciano una mancanza di risposte chiare su questioni cruciali: la reale consistenza del progetto, le ricadute ambientali e sociali, e l’assenza di benefici tangibili per i cittadini sardaresi.

    L’iniziativa è stata definita dal gruppo promotore come una forma di colonialismo industriale, poco trasparente, i cui investitori esterni alla comunità sfruttano le risorse locali (suolo, materie prime e infrastrutture) senza benefici per la comunità, lasciandole il solo rischio di degrado ambientale

    Identità e Simbologia

    Il nome del Comitato, I428, riprende il codice catastale univoco assegnato al Comune di Sardara, trasformando un dato burocratico in un simbolo di affermazione dell’identità territoriale e della sovranità della comunità nella gestione del proprio suolo. Il logo scelto rappresenta graficamente questa missione: un cuneo bianco con il codice I428 si inserisce per bloccare una “perturbazione” grigia e rigida, simbolo delle iniziative estranee, proteggendo il profilo verde delle colline e la sagoma del castello, icone della serenità e della storia millenaria di Sardara.

    Obiettivi e Azioni

    Il Comitato I428 si prefigge di:

    • Coinvolgere, informare e formare i cittadini attraverso dibattiti, convegni e pubblicazioni, per evitare che la materia sia oggetto di fraintendimenti.
    • Promuovere iniziative sociali e supportare quelle produttive, compatibili con la vocazione storica e culturale di Sardara, in un momento in cui il settore agricolo e turistico necessitano di un rilancio gestito dalla comunità.
    • Supportare, quando condivise, le iniziative portate avanti da enti pubblici e enti locali, comitati e associazioni a tutela e salvaguardia del territorio del Comune di Sardara.
    • Intraprendere eventuali azioni paralegali, avvalendosi di specialisti per presentare esposti e ricorsi per richiedere il rispetto della legalità.

    Appello alla cittadinanza

    Il Comitato I428 è un soggetto aperto a tutti i cittadini, le associazioni e le imprese che condividono a cuore la “vita serena della comunità”. I promotori invitano la popolazione a partecipare attivamente e ad iscriversi per dare forza a un’azione che riguarda il futuro di tutti.

  • Considerazioni in merito alla lettera aperta del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari

    Considerazioni in merito alla lettera aperta del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari

    Si apprezza l’intervento chiarificatore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari. È necessario, tuttavia, precisare che il dissenso della comunità locale non nasce da preclusioni ideologiche, ma da concrete e irrisolte criticità di metodo e di merito.

    1. DEFICIT DI COMUNICAZIONE E SCELTE UNILATERALI
      La contrarietà dei cittadini non è frutto di un ingiustificato allarmismo, bensì della totale mancanza di comunicazione e coinvolgimento da parte degli investitori e delle istituzioni scientifiche partner. In assenza di qualsiasi percorso partecipativo, l’iniziativa viene percepita come la scelta unilaterale calata dall’alto da centri di interesse estranei alla comunità di Sardara.
    2. MANCANZA DI TRASPARENZA SUL PROGETTO
      Il progetto definitivo non è ancora stato presentato pubblicamente. Ad oggi, i cittadini non conoscono:
      ➢ Le reali dimensioni complessive dell’opera.
      ➢ Le modalità e le fonti di approvvigionamento idrico.
      ➢ La sicurezza operativa e l’affidabilità funzionale dell’impianto.
      ➢ I dettagli tecnici sulla gestione reale di scarichi ed emissioni.
    3. IMPATTO URBANISTICO E PIANIFICAZIONE LOCALE (ZONA F)
      Il Piano Urbanistico Comunale (PUC) di Sardara individua, a ovest dell’area termale, la vasta Zona F (Turistica) frutto di anni di studi, progetti e pianificazione. Questa area di sviluppo strategico si troverebbe a soli 1.500 metri dalla nuova struttura e non ai 2.500 metri indicati genericamente per le terme attuali, creando evidente conflitto di destinazione d’uso.
      Inoltre, l’ingente carico urbanistico generato dalla stalla non vede ancora l’impegno formale di spesa da parte dell’investitore privato.
    4. EMERGENZA VIABILITÀ E TRAFFICO VEICOLARE
      La rete viaria locale, strade agricole e provinciali come la SP62 e la SP69, è già fortemente stressata dal traffico pesante diretto al vicino impianto di biogas. Questo impatto, non previsto in fase di pianificazione, confligge già con le attività termali, turistiche e agricole. L’insediamento della nuova stalla comporterà ragionevolmente l’ulteriore incremento del traffico pesante su arterie non progettate per tale carico, con costi di manutenzione stradale che, in assenza di impegni da parte dell’investitore, ricadranno sicuramente sulla collettività.
    5. MODIFICA DELL’IDENTITÀ MACROECONOMICA
      Sardara, da decenni, ha programmato il proprio futuro economico puntando con decisione sull’industria termale e sul turismo. Il comparto agricolo locale è oggi orientato prevalentemente all’autoconsumo, con pochi operatori professionali integrati nel tessuto esistente. L’inserimento del mega-allevamento sposta l’asse macroeconomico del territorio, imponendo alla comunità costi ambientali e logistici per favorire un modello industriale mai presentato e mai votato dai cittadini.
    6. SQUILIBRIO TRA COSTI SOCIALI E BENEFICI REALI
      Ad oggi, non è stato esplicitato alcun beneficio diretto per la comunità di Sardara, cittadini, imprese o indotto locale. Lo scenario attuale vede i profitti e i vantaggi economici diretti a soggetti esterni al territorio, a fronte di costi urbanistici, logistici e ambientali interamente a carico della comunità sardarese.
    7. CONCLUSIONI
      Nessuno intende bloccare a priori lo sviluppo economico. Tuttavia, per la rilevanza e l’impatto dell’opera, è doveroso sospendere ogni decisione e avviare il Tavolo di Concertazione e discussione pubblica con la cittadinanza, per valutare l’opportunità e le eventuali modalità di realizzazione dell’iniziativa.